main.phpDELLO MIO INFERNO E DEL DI TUO PARADISO
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.

Ed ecco verso noi venir per nave un vecchio, bianco per antico pelo, gridando: «Guai a voi, anime prave! Non isperate mai veder lo cielo: i' vegno per menarvi a l'altra riva ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo.

 (P.S. 'vecchio' per esigenze poetiche...)
Come d’autunno si levan le foglie l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo vede a la terra tutte le sue spoglie,
similemente il mal seme d’Adamo gittansi di quel lito ad una ad una, per cenni come augel per suo richiamo.
Così sen vanno su per l’onda bruna, e avanti che sien di là discese, anche di qua nuova schiera s’auna.

I’ cominciai: "Poeta, volontieri parlerei a quei due che ’nsieme vanno, e paion sì al vento esser leggeri".
Ed elli a me: "Vedrai quando saranno più presso a noi; e tu allor li priega per quello amor che i mena, ed ei verranno". 
Per tai difetti, non per altro rio, semo perduti, e sol di tanto offesi che sanza speme vivemo in disio".
Gran duol mi prese al cor quando lo ’ntesi, però che gente di molto valore conobbi che ’n quel limbo eran sospesi.

Ed elli a me: "La tua città, ch’è piena d’invidia sì che già trabocca il sacco, seco mi tenne in la vita serena.
Voi cittadini mi chiamaste Ciacco: per la dannosa colpa de la gola, come tu vedi, a la pioggia mi fiacco.
E io anima trista non son sola, ché tutte queste a simil pena stanno per simil colpa".

Lo buon maestro disse: "Figlio, or vedi l’anime di color cui vinse l’ira; e anche vo’ che tu per certo credi
che sotto l’acqua è gente che sospira, e fanno pullular quest’ acqua al summo, come l’occhio ti dice, u’ che s’aggira.
Fitti nel limo dicon: “Tristi fummo ne l’aere dolce che dal sol s’allegra, portando dentro accidïoso fummo:
or ci attristiam ne la belletta negra”.
 ("Ittaliani Kakka Merta Spaketti Mantolino, ja" ed elli, d'italico aspetto, a lui rispose: "ma vaff...")
I' son *bip* che ti faccio andare vegno del loco ove tornar disio amor mi mosse, che mi fa parlare...
 (nella ricerca della redenta via, un intrigante interrogativo mi ferma...)
...e si destò al suono di una dolce litanìa... Longo è lo cammino ma grande è la meta vade retro Satàn vade retro Satàn vade retro Satàn
Longo è lo cammino ma grande è la meta vade retro Satàn vade retro Satàn
vade retro Satàn
Contro lo Sarracino seguiamo il profeta! vade retro Satàn vade retro Satàn vade retro Satàn
Seguo il profeta la nostra cometa vade retro Satàn vade retro Satàn vade retro Satàn
Senza armatura senza paura senza calzari senza denari senza la brocca senza la gnocca
senza la mappa senza la pappa senza cavallo né caciocavallo...

FINE (dedicato
alla povera, ma inaffidabile
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